Orientamento delle biopsie del tratto gastro-intestinale

 

Aspetti tecnici

Mirta Bondi


Tecnico di Laboratorio
II Anatomia Patologica
Spedali Civili
Brescia

Nel laboratorio della II Anatomia Patologica dell'Ospedale Civile di Brescia, viene utilizzata ormai da 11 anni una tecnica che permette il corretto orientamento delle biopsie di tutto il tratto gastro-enterico.
Tale metodica garantisce preparati istologici in cui è possibile analizzare la mucosa, nelle sue diverse componenti sia qualitative che strutturali e la sottomucosa nel caso in cui sia presente, rispettando così il normale rapporto anatomico tra i diversi strati della parete.
L'orientamento delle biopsie non è più lasciato al caso come in passato, ma è reso possibile grazie alla collaborazione con l'endoscopista che posiziona i singoli prelievi bioptici su porzioni di filtri millipore ( in precedenza ritagliati in rettangoli di lunghezza variabile a seconda della necessità ); le biopsie vengono disposte in ogni singolo quadratino, seguendo una perfetta linea retta.
Nel caso in cui vi fosse la necessità di mappare un organo (es: biopsie coliche o intestinali in cui la mucosa è istologicamente identica ), si ricorre ad un “escamotage” posizionando la prima biopsia in prossimità di un “becco di clarino”, ottenuto tagliando il filtro ad una estremità (Fig. 1).



L'insieme filtro-biopsia dopo la fase di fissazione, verrà processato e quindi incluso. Il tecnico durante questa fase ruoterà di 90 gradi l'insieme filtro-biopsia in modo da riportare i prelievi nella loro posizione anatomica (Fig. 2)



Dopo il taglio le biopsie verranno disposte sul vetrino e, nel caso in cui vi fosse la necessità, sull'etichetta verrà indicata la posizione del “becco di clarino” evidenziando così la prima biopsia.
L'utilizzo dei filtri millipore consente una perfetta aderenza delle biopsie, senza che queste vengano disperse nel mezzo di fissazione, inoltre non reagiscono chimicamente con i fissativi ed i reattivi impiegati durante la processazione del campione; durante la fase di taglio non offrono resistenza alla lama e non producono sfilacciamenti.
Questo metodo se correttamente applicato è di grande vantaggio per il patologo, ma anche per il tecnico che durante la fase di inclusione non dovrà più procedere al reperimento delle biopsie ad una ad una senza alcun repere per l'orientamento.
E' evidente che questa metodica è funzionale solo grazie ad uno stretto rapporto di collaborazione tra endoscopista, anatomo patologo e tecnico.

Bibliografia



  1. Orientamento delle biopsie endoscopiche del tratto gastro- enterico mediante l'impiego di filtri millipore di acetato di cellulosa
    M. Bondi, L.Fontana.
    Bio Informazioni N° 7 1993 pp.63-64.
  2. Orientamento delle biopsie endoscopiche del tratto gastro- enterico mediante l'impiego di filtri millipore di acetato di cellulosa: aspetti endoscopici e anatomo-patologici
    V. Villanacci,C. Baronchelli, P. Ravelli, G. Missale, C. Williams, I.C. Talbot, L. Cestari.
    Giornale Italiano di Endoscopia Digestiva 16:213-217.1993